Perfettamente adatto all’ambiente
marino, nel quale si muove con disinvoltura, ama i contatti con
l’uomo:accompagna le barche saltando tra le onde, gioca con i bambini in
prossimità delle spiagge, si tuffa con i sub che esplorano i fondali,
salva i nuotatori in difficoltà e partecipa perfino a missioni militari.
Non gli manca che la parola, ma domani, forse, grazie alle ricerche
degli scienziati

Alcuni biologi americani, specializzati nello studio del comportamento animale, hanno proposto di applicare il QU, o coefficiente di encefalizzazione, ai delfini.
Questa unità di misura si ottiene calcolando il rapporto tra il volume del cervello e la superficie corporea di un individuo o di un animale.
La maggior parte dei mammiferi terrestri,
ha un QU inferiore a 2, come ad esempio il topolino domestico che è pari
a 1. Al contrario, quello dell’uomo
è di 7,4 e quello degli scimpanzè è di 2,5. Tra i delfini c’è un
variare. Quello dei fiumi è di 1,5 mentre il
Più il QE è elevato e più c’è la facoltà mentale e la capacità di apprendimento.
La vita in gruppo presuppone anche l’esistenza di un sistema di comunicazione. Stando a numerosa studi, condotti sul loro linguaggio i delfini utilizzerebbero tre espressioni vocali diverse per conversare. Il loro vocabolo sarebbe quindi assai complesso. I maschi fischiano o cantano per attirare le femmine durante la stagione degli amori e per avvistare il gruppo di un pericolo. Le madri, invece, fischiano per interi giorni dopo la nascita dei loro piccoli per abituarli al suono della loro voce.
Gli atteggiamenti sono anche essi un linguaggio, infatti un delfino che resta in posizione verticale, come la testa fuori dall’acqua, vuol far sapere agli altri che c’è in vista un oggetto galleggiante.
Capaci di apprendere ma anche di interpretare le informazione che percepiscono mediante gli organi sensoriali, i delfini sono considerati tra gli animali più intelligenti.
Allevati in cattività dall’uomo in più di 200 mari sono spesso addestrati a eseguire evoluzioni e giochi nell’acqua per divertire i visitatori.
I delfini
Il loro odorato, invece, è inconsistente perché non posseggono nervi e affettivi.
Il cervello dei tursiopi è piuttosto grande e raggiunge dimensioni paragonabili a quello di una scimmia antropomorfa. Come nell'uomo, è costituito da due emisferi, ma presenta una corteccia più sottile, sebbene più grande del 40% e con una complessità quasi equivalente a quella degli umani. Il suo sviluppo si completa in circa 10 anni.
Tutti i mammiferi, inclusi i delfini, durante il sonno attraversano una fase detta REM. Il delfino è un respiratore volontario, anche mentre dorme, e ciò rende impossibile per i veterinari praticargli l'anestesia, che li porterebbe alla morte per asfissia. L'elettroencefalogramma ha mostrato come i delfini utilizzino solo un emisfero cerebrale a volta per il sonno probabilmente per controllare il loro sistema di respirazione volontaria.
Secondo alcuni autori, la grandezza del cervello del delfino è sinonimo di intelligenza e di potenziali capacità di linguaggio, mentre secondo altri la maggior parte del cervello viene utilizzata dal tursiope per il nuoto e per l'udito.
Non esiste ad oggi una definizione universalmente accettata di cosa sia l'intelligenza, ma una comunemente usata è "l'abilità a ragionare, pianificare, risolvere problemi, pensare in modo astratto, comprendere idee complesse, imparare velocemente e imparare dall'esperienza". Alcune ricerche mostrano come i delfini riescano eccezionalmente bene in alcune di queste abilità, superando il livello di intelligenza di uno scimpanzé. Sembra inoltre che i delfini abbiano delle abilità matematiche, abilità altamente astratta.
Nel 1997 è stato descritto l'uso di utensili nei tursiopi della Shark Bay, in Australia. Un delfino attaccava sul suo rostro una spugna marina, presumibilmente per proteggere la bocca durante la ricerca del cibo nel substrato sabbioso. Questo comportamento è stato osservato solo nella Shark Bay, è mostrato quasi esclusivamente dalle femmine ed è l'unico caso conosciuto di uso di utensili nei mammiferi marini, ad eccezione delle lontre marine. Uno studio del 2005 ha dimostrato come questo comportamento venga insegnato dalle madri alle loro figlie

È in grado di parlare?.... no!
*Sfiatatoio: nei delfini, le narici sono rimpiazzate da uno sfiatatoio rotondo, del diametro di circa 5 cm, in cima alla testa. Per respirare deve risalire in cima ogni 15 minuti. Lo sfiatatoio, è chiuso da un setto a valvola stagno che l’animale è in grado di aprire con un’azione muscolare volontaria. Questo sistema comunica coni polmoni attraverso una serie di seni e di sfinteri, che impediscono il passaggio dell’acqua nella trachea.


I delfini sono in grado di decidere quando voler respirare quindi può capitare che il delfino può rimanere fuori dall'acqua senza respirare perchè non ha la respirazione automatica come l'uomo ma è voluta.
